Quanto è secca la Sicilia?

DroneSET SAT Sicilia incendi
DroneSET Sicilia SAT 2026

La siccità è uno dei fenomeni ambientali che più influenzano il territorio siciliano. Comprendere dove la vegetazione soffre maggiormente la carenza d’acqua è fondamentale per la gestione delle risorse idriche, la prevenzione degli incendi e il monitoraggio degli ecosistemi naturali e agricoli.

Oggi questa analisi può essere effettuata in modo rapido e preciso grazie ai satelliti della costellazione Sentinel-2 del programma europeo Copernicus. Le immagini che accompagnano questo articolo sono state elaborate da DroneSET attraverso uno script proprietario che utilizza l’indice NDMI (Normalized Difference Moisture Index), uno degli strumenti più affidabili per valutare il contenuto idrico della vegetazione.

Osservare la Sicilia dallo spazio

Quando osserviamo un paesaggio da terra possiamo intuire se una zona è più verde o più arida, ma spesso non siamo in grado di quantificare realmente lo stato di salute della vegetazione. I satelliti, invece, registrano informazioni che l’occhio umano non può percepire.

Sentinel-2 acquisisce immagini ad alta risoluzione in diverse bande dello spettro elettromagnetico e permette di monitorare costantemente foreste, coltivazioni agricole, aree naturali e territori soggetti a stress ambientale.

Ogni punto dell’isola viene osservato periodicamente consentendo di confrontare l’evoluzione delle condizioni ambientali nel corso delle stagioni e degli anni.

Cos’è l’indice NDMI

L’NDMI è un indice sviluppato per stimare la quantità di acqua contenuta nella vegetazione.

Per il suo calcolo vengono utilizzate due bande satellitari:

  • NIR (Near Infrared) o infrarosso vicino
  • SWIR (Short Wave Infrared) o infrarosso a onde corte

La presenza di acqua nelle foglie modifica il modo in cui la vegetazione riflette queste lunghezze d’onda. Analizzando tale comportamento è possibile stimare il contenuto idrico delle piante.

La formula utilizzata è:

NDMI = (NIR − SWIR) / (NIR + SWIR)

Maggiore è il valore ottenuto, maggiore è la quantità di acqua presente nella vegetazione. Valori bassi o negativi indicano invece condizioni di siccità, stress idrico o assenza di copertura vegetale significativa.

Perché l’umidità della vegetazione è importante

Monitorare l’umidità vegetale non significa soltanto osservare il colore delle piante.

Questi dati permettono di:

  • individuare precocemente situazioni di stress idrico;
  • monitorare gli effetti delle ondate di calore;
  • supportare le attività agricole;
  • valutare il rischio di incendi boschivi;
  • studiare gli effetti dei cambiamenti climatici;
  • confrontare lo stato della vegetazione tra periodi differenti.

Per questo motivo l’NDMI è uno degli indicatori più utilizzati nell’ambito del telerilevamento ambientale.

Come leggere la mappa NDMI

La rappresentazione cromatica consente di identificare rapidamente le aree più umide e quelle maggiormente colpite dalla siccità.

Blu scuro e blu intenso: vegetazione molto umida con elevato contenuto idrico | Ciano e azzurro: buona disponibilità d’acqua e vegetazione in salute | Giallo: umidità in diminuzione e primi segnali di stress vegetativo | Arancione: vegetazione secca e stress idrico significativo | Rosso e marrone scuro: vegetazione molto secca o suolo nudo con condizioni di forte aridità.

Cosa raccontano le immagini della Sicilia

L’elaborazione satellitare evidenzia una Sicilia caratterizzata da forti differenze territoriali.

Le aree montane dei Nebrodi, delle Madonie e della fascia pedemontana etnea si distinguono chiaramente per le tonalità blu. Si tratta di territori che conservano ancora una buona disponibilità idrica grazie all’altitudine, alla maggiore copertura forestale e a condizioni climatiche generalmente più favorevoli.

Anche gran parte delle zone interne centro-settentrionali mostra valori positivi di umidità rappresentati da tonalità azzurre e ciano, segno di una vegetazione che mantiene ancora condizioni relativamente equilibrate.

Le aree più esposte alla siccità

Il quadro cambia sensibilmente procedendo verso le aree costiere occidentali e meridionali.

Nel Trapanese, nell’Agrigentino e in numerosi settori della fascia costiera meridionale predominano le colorazioni gialle e arancioni. Queste zone sono caratterizzate da estese superfici agricole dopo la mietitura, prati naturali ormai essiccati e macchia mediterranea che affronta il periodo più critico dell’anno dal punto di vista idrico.

La diminuzione dell’umidità della vegetazione è una conseguenza diretta delle alte temperature, della riduzione delle precipitazioni e dell’aumento dell’evapotraspirazione tipico della stagione estiva mediterranea.

Un indicatore utile anche per la prevenzione degli incendi

Uno degli aspetti più interessanti dell’NDMI riguarda la possibilità di individuare le aree dove la vegetazione sta progressivamente perdendo umidità.

Quando il contenuto idrico diminuisce, il materiale vegetale diventa più facilmente infiammabile. Per questo motivo gli indici di umidità vengono spesso utilizzati come supporto alle attività di prevenzione e pianificazione antincendio.

L’analisi periodica delle immagini satellitari permette di individuare con anticipo le zone maggiormente vulnerabili e di osservare come evolve il rischio nel corso della stagione estiva.

Il contributo dei satelliti Sentinel-2

I satelliti Sentinel-2 rappresentano oggi una delle principali fonti di dati ambientali aperti a livello mondiale.

Grazie alla loro elevata frequenza di acquisizione è possibile ottenere immagini aggiornate ogni pochi giorni e monitorare in maniera continua vaste aree territoriali. La disponibilità gratuita dei dati rende queste informazioni accessibili a ricercatori, professionisti, associazioni e pubbliche amministrazioni.

L’utilizzo combinato di dati satellitari e algoritmi di elaborazione consente di trasformare semplici immagini in strumenti concreti per la comprensione e la gestione del territorio.

Tecnologia e territorio: l’approccio DroneSET

In DroneSET sviluppiamo procedure e script di elaborazione che permettono di estrarre informazioni ambientali avanzate dai dati satellitari open source.

L’obiettivo è rendere il telerilevamento uno strumento pratico e accessibile per la lettura del territorio, la divulgazione scientifica e il supporto alle attività di monitoraggio ambientale.

Le immagini NDMI della Sicilia rappresentano un esempio concreto di come l’osservazione della Terra dallo spazio possa fornire una fotografia oggettiva e aggiornata dello stato della vegetazione e dell’impatto della siccità sul territorio regionale.

Dati utilizzati: Copernicus / ESA – Sentinel-2
Elaborazione NDMI e post-processing: DroneSET

  • DroneSET SAT Sicilia incendi

DroneSET e Falchi del Pollino ODV

DroneSET ISIDE Falchi Del Pollino
DroneSET ISIDE Falchi Del Pollino

DroneSET e Falchi del Pollino ODV: la tecnologia ISIDE al servizio della Calabria

L’Associazione DroneSET è lieta di annunciare l’avvio di una nuova collaborazione con i Falchi del Pollino ODV, organizzazione di volontariato di protezione civile con sede a Santa Domenica Talao (CS), iscritta all’Albo Regionale della Protezione Civile della Regione Calabria.

Chi sono i Falchi del Pollino

I Falchi del Pollino ODV operano nel cuore della Calabria settentrionale, in un territorio che abbraccia il Parco Nazionale del Pollino — una delle aree naturali più vaste e preziose d’Italia. L’associazione è attiva su più fronti del rischio: idrogeologico, incendi boschivi, rischio sismico, rischio sanitario e antropico, oltre a svolgere il ruolo di operatori radio qualificati. Nel corso degli anni hanno dimostrato una capacità operativa concreta, intervenendo anche in situazioni di emergenza notturna — come nel caso dell’incendio di agosto 2024 a Santa Domenica Talao — e coordinando esercitazioni interprovinciali di ampio respiro che hanno coinvolto volontari di Calabria, Basilicata e Campania.

ISIDE

La piattaforma ISIDE entra in Calabria

Il cuore di questa collaborazione è l’adozione da parte dei Falchi del Pollino della piattaforma ISIDE (Integrated System for Identification Detection and Emergency), sviluppata dai soci fondatori DroneSET e gestita da quest’ultimi.

ISIDE è un sistema multi-ruolo pensato per le operazioni critiche: integra il tracciamento GPS in tempo reale dei volontari e dei mezzi in campo, la gestione dei flussi video da droni e telecamere fisse, il monitoraggio AIB per la prevenzione degli incendi boschivi e la comunicazione operativa via Zello Work. Tutto questo è accessibile da browser, senza installazioni, rendendo la piattaforma immediatamente operativa anche in contesti di emergenza sul territorio.

Per un’associazione che opera su un territorio montano e complesso come quello del Pollino, avere una visione unificata delle risorse in campo — posizioni GPS, comunicazioni radio VoIP, video in streaming — rappresenta un salto di qualità significativo nella gestione delle emergenze.

Una rete nazionale di volontariato tecnologico

Questa collaborazione è parte di una visione più ampia: costruire una rete di associazioni di protezione civile che condividano strumenti digitali avanzati, capaci di aumentare l’efficacia operativa sul campo. DroneSET non offre solo tecnologia, ma affiancamento, formazione e aggiornamento continuo della piattaforma, in un rapporto tra associazioni di volontariato che mette al centro la missione comune: proteggere le persone e il territorio.

Siamo convinti che il volontariato di protezione civile meriti strumenti all’altezza delle sfide che affronta ogni giorno. Con i Falchi del Pollino ODV, un pezzo importante di Calabria entra a far parte di questa visione.

E tu cosa aspetti per far parte del progetto ISIDE ? Se sei un’associazione, ente o altro soggetto unisciti al network ISIDE e cooperiamo assieme!

Per maggiori informazioni sulla piattaforma ISIDE: www.droneset.it/iside.

Protezione Civile e Droni : occhi dall’alto giorno e notte

DroneSET Esercitazione Protezione Civile Napola 2026
  • DroneSET Esercitazione Protezione Civile Napola 2026

Dal 22 al 24 maggio 2026, la frazione di Napola a Erice ha ospitato una straordinaria esercitazione di protezione civile organizzata da A.N.V.A.S. Sicilia, con il patrocinio del Comune di Erice. Un evento che ha riunito istituzioni e associazioni di volontariato del territorio in un intenso lavoro di formazione, coordinamento e innovazione operativa.

Un’esercitazione su più fronti

L’esercitazione ha coperto due aree critiche della protezione civile: la lotta agli incendi boschivi e il soccorso a dispersi. Tre giorni alternando attività diurne e notturne, durante i quali diverse associazioni hanno messo a disposizione competenze, equipaggiamenti e risorse umane. Presenti alla manifestazione la sindaca Daniela Toscano, il Vice Sindaco Paolo Genco e il Dott. Giuseppe Tilotta in qualità di responsabile della protezione civile del Comune di Erice, che hanno seguito da vicino l’evolversi delle operazioni.

DroneSET in campo con ISIDE

L’associazione DroneSET, invitata a far parte di questa importante esercitazione, ha portato in campo la piattaforma ISIDE, già da tempo utilizzata da altre organizzazioni di volontariato su territorio nazionale. La piattaforma ha permesso di trasmettere in tempo reale immagini da droni, body-cam e action-cam, creando una connessione immediata tra gli operatori in campo e il coordinamento operativo.

Un elemento particolarmente significativo è stato l’utilizzo delle termocamere montate sui droni. Questi strumenti si sono rivelati preziosi sia per la ricerca di dispersi che per il tracciamento e il monitoraggio dei fronti di fuoco durante le simulazioni di incendio.

L’intelligenza artificiale al servizio dell’emergenza

ISIDE dimostra come la tecnologia possa supportare concretamente il lavoro dei volontari. I modelli di intelligenza artificiale integrati nella piattaforma elaborano i flussi video e audio in tempo reale, offrendo un contributo significativo durante le operazioni. La capacità di riconoscere automaticamente incendi e fumo, tracciare i movimenti di persone e mezzi, e processare le comunicazioni radio digitali ha reso le operazioni più rapide, consapevoli e coordinate.

Networking e condivisione di esperienze

Tre giorni intensi dove DroneSET ha avuto l’occasione di condividere expertise con altre realtà del volontariato siciliano, tra cui E.R.A.P. Emergenza Radioamatori Associati Palermo, Amico Soccorso, P.A. Humanitas Trapani, P.A. Angeli Del Soccorso, Sicilia Soccorso e Protezione Civile Associazione Nazionale Bersaglieri Nucleo di Palermo. Un confronto prezioso che ha permesso di approfondire il know-how di settore, sperimentare nuove strategie operative e rafforzare la rete della protezione civile territoriale.

Miglioramento dei tempi di risposta

I risultati più tangibili dell’esercitazione riguardano l’ottimizzazione dei tempi di risposta e soprattutto il miglioramento della consapevolezza operativa. Grazie ai dati in tempo reale forniti da ISIDE, il coordinamento tra i diversi enti e associazioni risulta più efficace: le informazioni circolano velocemente e in modo affidabile, permettendo decisioni più consapevoli e interventi meglio mirati.

Uno sguardo al futuro

Per DroneSET, questi tre giorni rappresentano una conferma della rilevanza della piattaforma ISIDE nel contesto della protezione civile italiana. Nunzio Ilari, sviluppatore della piattaforma e membro di DroneSET, ha avuto modo di esporre alle autorità presenti come soluzioni tecniche innovative possono diventare strumenti concreti a supporto di operazioni complesse come lo spegnimento di incendi boschivi e le ricerche di persone disperse.

L’esperienza di Napola dimostra che la tecnologia, quando ben integrata nei processi operativi, non sostituisce l’expertise umana e il valore del volontariato, ma lo amplifica, creando un sistema più resiliente e consapevole.


HOVERAir AQUA

Hover Air Aqua - DroneSET

HOVERAir AQUA: Finalmente un Drone che non Teme l’Acqua (e Decolla Direttamente dal Mare)


Se ami gli sport acquatici, sai bene qual è il problema numero uno quando vuoi filmarti: la paura di distruggere il drone. Una gobba, una spruzzata, o peggio una caduta in acqua, e il tuo fedele compagno di volo diventa un costoso fermacarte.

HOVERAir, già noto per la serie X1, ha sentito le vostre preghiere. Nasce così HOVERAir AQUA: il primo drone al mondo progettato specificamente per l’acqua. Non è un drone “resistente agli spruzzi”: è un vero e proprio anfibio volante.

Vola senza paura (letteralmente)

AQUA rompe tutte le regole. Mentre i droni tradizionali vedono l’acqua come una minaccia, lui la considera la sua casa. Grazie a 15 innovazioni dedicate alla tenuta stagna e all’anti-corrosione, questo drone è completamente impermeabile (certificazione IP67). Non solo: è positivamente galleggiante.

Il che significa? Se lo lanci e sbagli la presa, o se una onda lo ribalta, non affonda. Galleggia sereno in attesa che tu lo riprenda o decolli di nuovo.

Addio Telecomando: Benvenuto Lighthouse

La vera magia di AQUA è nel sistema di controllo. HOVERAir ha eliminato la complessità dei radiocomandi classici. In dotazione c’è Lighthouse, un piccolo dispositivo indossabile (come un localizzatore) che si aggancia al braccio o alla vita.

  • Hands-free: Vuoi decollare? Premi un tasto su Lighthouse. Vuoi che torni indietro? Doppio tap. Tutto mentre hai i remi o la vela in mano.
  • Tracking Centimetrico: Grazie al RTK (Real-Time Kinematics) integrato sia nel drone che nel Lighthouse, AQUA sa esattamente dove sei, con una precisione al centimetro. Anche se ti nascondi dietro l’onda o giri l’angolo, lui sa dov’è il “padrone”.

Modalità di Volo Su Misura per l’Acqua

Non siamo di fronte ai soliti “Follow Me”. HOVERAir ha studiato modalità specifiche per chi gioca con le onde:

  • Surf Mode: Il drone mantiene un’altezza stabile anche quando tu sali e scendi sulla cresta dell’onda, mantenendo l’inquadratura perfetta.
  • Kayak / Paddleboard Mode: Ottimizza il tracking per velocità lente e movimenti laterali tipici della pagaiata.
  • Classic Modes: Include anche i cavalli di battaglia come Orbit, Bird’s Eye, Zoom Out e 360° Spin.

E se il drone si ribalta sulla schiena prima di decollare? Nessun problema: attiva il Turtle Flip e si rigira da solo.

Qualità dell’immagine da Top di Gamma

AQUA non è solo robusto: deve anche filmare bene. E lo fa egregiamente.

  • Sensore: 1/1.28” CMOS (luminoso e dettagliato).
  • Video: 4K a 100fps. Questo significa che puoi rallentare lo splash della tua wakeboard o l’impatto del remo nell’acqua in un super slow motion fluido.
  • Lente idrorepellente: La caratteristica più furba. La lente ha un trattamento idrofobico che fa scivolare via le gocce d’acqua istantaneamente. Niente lacrime sulle riprese!
  • Stabilizzazione SmoothCapture 3.0: Unisce un micro-gimbal meccanico ad un EIS software. Le onde non si vedranno nel video.

Prestazioni e Autonomia

Non fatevi ingannare dal peso: meno di 250 grammi. Questo è un vantaggio mostruoso perché:

  1. Nessuna registrazione in EU (certificato C0) e USA (FAA).
  2. Non serve patentino per hobbisti.

Nonostante la leggerezza, vola per 23 minuti, resiste a vento di Livello 7 (oltre 50 km/h) e tocca una velocità massima di 55 km/h (più che sufficiente per inseguire un jet ski).

Vale la pena? E a chi serve?

Il prezzo è premium, ma la tecnologia lo giustifica. HOVERAir AQUA è il compagno perfetto per:

  • Wakeboard e Sci nautico (finalmente il drone vi segue nella scia).
  • Kitesurf e Windsurf (dove far atterrare un drone sulla spiaggia è sempre un rischio).
  • Kayak, Canoa e SUP (mani impegnate con i remi).
  • Yacht e Barche (decollo e atterraggio sul ponte o direttamente in acqua).
  • Pescatori (per inquadrare la preda dall’alto).

Unico neo: Se vuoi il controllo manuale completo (tipo joystick classico), devi acquistare a parte il bundle Beacon & JoySticks, che è consigliato per l’uso da terra, ma non è waterproof.

Conclusioni

Con l’HOVERAir AQUA, l’azienda non ha solo costruito un drone waterproof. Ha ridefinito l’action camera volante. Finalmente puoi concentrarti sulla performance sportiva senza lo stress di dover pilotare o di rovinare l’attrezzatura.

Lo lanci in acqua, premi un tasto e lui fa tutto da solo. Magico.

DroneSET – La community italiana dei piloti di droni.

DJI dà il via alla primavera software

DJI Firmware Update - DroneSET

Il colosso cinese dei droni ha appena distribuito un importante pacchetto di aggiornamenti firmware destinato ai suoi modelli consumer più amati. La tornata primaverile interessa, fra gli altri, il Mavic 4 Pro, il Mini 5 Pro, l’Air 3S e il recentissimo Avata 360. Non solo droni: anche il radiocomando DJI RC Pro 2 e l’app DJI Fly ricevono novità. DJI dichiara che l’intervento punta a correggere bug, aumentare la stabilità operativa e ottimizzare la gestione delle batterie.

Stabilità e affidamento al centro dell’update

Il miglioramento più sostanzioso è riservato al Mavic 4 Pro, che passa alla versione firmware v01.00.0700. Insieme a questo aggiornamento arrivano nuove release per i telecomandi DJI RC 2 e RC Pro 2. DJI segnala in particolare una gestione energetica più efficiente. Pur sembrando un dettaglio minore, l’ottimizzazione dei consumi influisce direttamente sull’affidabilità dell’indicatore di volo residuo, sulle prestazioni della batteria e sulla stabilità generale del sistema.

L’app DJI Fly è stata portata alla versione 1.21.2, con miglioramenti generali e la soluzione di diversi problemi segnalati dagli utenti.

Cosa cambia per Mini 5 Pro e Air 3S?

Il Mini 5 Pro riceve il firmware v01.00.0600. Nessuna funzione inedita, ma una serie di correzioni mirate per aumentare l’affidabilità. Lo stesso approccio vale per l’Air 3S, che aggiorna alla v01.00.1600.

Il Mini 5 Pro resta un modello molto apprezzato per il peso sotto i 250 grammi, il rilevamento ostacoli e il sensore da 1 pollice. L’Air 3S si posiziona invece un gradino sopra, con maggiore resistenza al vento e doppia camera (grandangolo + teleobiettivo).

Anche l’Avata 360 si aggiorna

Il drone FPV Avata 360 beneficia di un aggiornamento che coinvolge numerosi accessori: Goggles 3Goggles N3controller RC Motion 3 e FPV Remote Controller 3.

La serie Avata è pensata per chi cerca un equilibrio tra volo in prima persona e riprese cinematiche facili da realizzare. Grazie alla stabilizzazione integrata e ai comandi di movimento, la curva di apprendimento è molto più dolce rispetto ai droni FPV tradizionali. Il modello Avata 360 si distingue per la telecamera a 360°, che permette di scegliere l’inquadratura anche dopo il volo.

⚠️ Attenzione: DJI avverte che alcune impostazioni della fotocamera torneranno ai valori di fabbrica dopo l’installazione del firmware. Prima di decollare, è consigliabile verificare profili colore, esposizione e nitidezza.

ISIDE: Rivoluzione nel rilevamento delle espressioni facciali e gesti manuali

Riconoscimento Facciale ISDE
Riconoscimenti Facciale ISDE
Riconoscimento Facciale ISDE

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha compiuto passi da gigante nel campo della computer vision, aprendo scenari inediti per settori critici come la ricerca e soccorso (SAR) e il monitoraggio ambientale. In questo contesto nasce ISIDE, una piattaforma innovativa che integra tre capacità fondamentali: rilevamento delle espressioni faccialiconteggio accurate dei volti a distanze ravvicinate e riconoscimento dei gesti delle mani.

Cos’è ISIDE e come funziona

ISIDE è una piattaforma basata su algoritmi di deep learning ottimizzati per l’analisi in tempo reale di volti e mani. A differenza di soluzioni generiche, ISIDE è stata progettata “anche” per funzionare efficacemente a distanze ravvicinate (da 0.5 a 5 metri), rendendola ideale per scenari operativi complessi.

Tecnologie chiave

FunzionalitàTecnologia utilizzataPrecisione
Rilevamento espressioni faccialiReti neurali CNN + Face Landmarker>95%
Conteggio voltiDetection multi-face in tempo reale>98%
Riconoscimento gesti maniHands detection + tracking 21 landmarks>90%

Applicazioni nel settore SAR (Search and Rescue)

1. Valutazione dello stato emotivo dei naufraghi

In operazioni di soccorso in mare o in ambienti impervi, ISIDE può analizzare a distanza le espressioni facciali delle persone da soccorrere, rilevando segnali di:

  • Paura o panico (occhi spalancati, bocca aperta)
  • Stanchezza o esaurimento (palpebre pesanti, espressione spenta)
  • Stato di coscienza (occhi chiusi, mancanza di reattività)

Questa informazione permette ai soccorritori di priorizzare gli interventi e modulare l’approccio psicologico.

2. Conteggio rapido dei naufraghi

ISIDE esegue un conteggio automatico dei volti visibili da drone o telecamera termica, fornendo in tempo reale il numero esatto di persone presenti in un’area. con volti parzialmente nascosti.

Caso d’uso reale: Durante un’esercitazione SAR nella Riviera Ligure, ISIDE ha contato 7 naufraghi in 3 secondi contro i 25 secondi necessari a un operatore umano.

Applicazioni nel monitoraggio ambientale

3. Rilevamento di intrusi in aree protette

Nei parchi naturali o nelle riserve marine, ISIDE può essere integrato in droni autonomi per:

  • Rilevare la presenza umana in zone off-limits
  • Riconoscere gesti di richiesta di aiuto (braccia alzate, wave)
  • Conteggiare i visitatori in tempo reale per la gestione dei flussi

4. Supporto a operatori forestali e vigili del fuoco

In caso di incendi boschivi, ISIDE può:

  • Analizzare le espressioni facciali degli operatori per rilevare segni di affaticamento o stress termico
  • Riconoscere gesti di comunicazione non verbale (es. “vai a destra”, “fermati”, “pericolo”)
  • Effettuare conteggio del personale disperso in aree fumose

Riconoscimento dei gesti delle mani: un canale di comunicazione aggiuntivo

ISIDE non si limita ai volti. Grazie all’integrazione con Hands detection, la piattaforma è in grado di riconoscere 21 landmark per mano e tradurli in comandi o segnali.

Gesti supportati

GestoSignificato in ambito SARApplicazione
👍 Pollice in su“Tutto ok” / Recupero riuscitoComunicazione con drone
👋 Mano alzata“Ho bisogno di aiuto” / Richiesta assistenzaRilevamento automatico
✋ Palmo aperto“Fermati” / OstacoloNavigazione assistita
👇 Indice verso basso“Atterra qui” / Punto di recuperoGuida al posizionamento
🤙 Gestualità complessaSegnali di pericolo specificiAddestrabile su misura

Vantaggi operativi di ISIDE

✅ Tempo reale – Latenza < 100ms su hardware standard
✅ Multi-volto – Rileva fino a 10 volti contemporaneamente
✅ Distanze ravvicinate – Ottimizzato per 0.5-5 metri
✅ Integrabile con droni – API REST e SDK per Python/JavaScript
✅ Funziona anche con volti parzialmente coperti (mascherine, occhiali, cappelli)

Integrazione con piattaforme drone

ISIDE è già stato testato con successo su droni DJI Autel , sfruttando lo streaming video.

Architettura tipica per SAR

Drone → Stream video → ISIDE → Analisi espressioni/gesti → Dashboard operatore

Prospettive future

ISIDE è in continua evoluzione. Tra le prossime implementazioni previste:

  • Rilevamento emozioni da immagini termiche per operazioni notturne.
  • Addestramento su gesti custom per corpi speciali nazionali.
  • Integrazione con sistemi di soccorso marittimo nazionale.

In sintesi

ISIDE rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui droni e sistemi di visione artificiale possono supportare le operazioni di soccorso e monitoraggio. La capacità di leggere le emozionicontare persone e interpretare i gesti apre scenari prima impensabili, migliorando l’efficacia degli interventi e salvaguardando la sicurezza degli operatori.

Per maggiori informazioni o visita la pagina dedicata al progetto ISIDE.

Formazione antincendio boschivo Sicilia

AIB Sicilia 2026
AIB Sicilia 2026
AIB Sicilia 2026

Prende il via a maggio la campagna di formazione antincendio boschivo (AIB) 2026 della Sicilia, con un programma strutturato su sette esercitazioni che coinvolgeranno oltre 1.400 operatori specializzati nel contrasto agli incendi boschivi e oltre 320 mezzi dislocati su tutto il territorio regionale.

L’iniziativa mobilita 1.200 volontari provenienti da circa 240 organizzazioni di volontariato di protezione civile, affiancati da 200 operatori del corpo nazionale dei Vigili del fuoco, del Corpo forestale della Regione Siciliana e del dipartimento regionale della Protezione civile. Tutti impegnati in simulazioni complesse dedicate agli incendi boschivi e di interfaccia urbano-rurale.

Obiettivi della formazione AIB: collaudo dei flussi comunicativi, coordinamento interforze e verifica delle tattiche di spegnimento in scenari ad alta complessità. Per i 640 nuovi volontari coinvolti, le esercitazioni rappresentano la verifica operativa delle competenze acquisite nei percorsi formativi, portando il contingente complessivo a oltre 2.100 operatori pronti al supporto territoriale.

Le esercitazioni si avvalgono di 320 mezzi AIB, tra cui pick-up specializzati, autobotti e camion per il supporto logistico e il rifornimento, confermando il ruolo strategico della prevenzione e della capacità di risposta rapida durante la stagione estiva.

Coordinamento e comunicazione integrata: per operazioni complesse come la lotta agli incendi, il coordinamento in tempo reale tra Vigili del fuoco, Corpo forestale e volontari è cruciale. Sistemi di gestione operativa dedicati consentono di ottimizzare i flussi informativi e le strategie di intervento territoriale.

Calendario delle esercitazioni maggio 2026:

DataProvinciaUbicazioneVolontariMezziPick-up AIB
9 maggioMessinaCastell’Umberto1504530
16 maggioRagusa/SiracusaComiso2304523
16 maggioCataniaRagalna1805030
16 maggioPalermoCorleone (Bosco della Ficuzza)2206035
23 maggioEnna – Agrigento –
Caltanissetta
Siculiana1504027
23 maggioMessinaAntillo1204025
30 maggioTrapaniValderice ed Erice1504025

Prevenzione e innovazione nel coordinamento AIB

La stagione estiva 2026 rappresenta una sfida cruciale per la Sicilia. La preparazione dei volontari attraverso simulazioni realistiche e il coordinamento ottimizzato tra i corpi operativi sono fondamentali. Piattaforme di gestione operativa avanzate, come ISIDE (Integrated System for Identification Detection and Emergency), integrano tracciamento GPS in tempo reale, comunicazioni sincronizzate e mappatura territoriale per supportare il coordinamento durante le operazioni di emergenza. Tali sistemi consentono ai volontari e agli operatori di Protezione Civile di agire con maggiore efficienza durante le fasi critiche di contrasto agli incendi boschivi.


GoPro MISSION 1: la cinematografia compatta

Gopro Mission 1

Non si tratta di un semplice aggiornamento tecnico. La serie MISSION 1 rappresenta una svolta strategica per GoPro, un’azienda che storicamente ha dominato il mercato delle action cam consumer ma che oggi punta decisamente verso la cinematografia digitale professionale. Questo nuovo approccio sposa direttamente le esigenze di filmmaker indipendenti e, soprattutto, di operatori specializzati nel settore aereo: piloti di droni FPV, piloti di Cinelifter e professionisti del SAR che richiedono sensori grandi, formati innovativi e, per la prima volta nella storia del marchio, la possibilità di montare ottiche intercambiabili.

La struttura della linea: tre modelli, un cuore tecnologico comune

La famiglia MISSION 1 si articola su tre varianti costruttive: MISSION 1 PRO, MISSION 1 PRO ILS e MISSION 1 base. Tutti e tre i modelli condividono lo stesso fondamento hardware: un sensore da 1 pollice in formato 50 megapixel e il nuovo processore GP3, costruito con architettura a 5 nanometri. La differenza principale risiede nelle capacità di ripresa e, nel caso della versione ILS, nella disponibilità di un attacco per obiettivi intercambiabili Micro Quattro Terzi.

Il sensore da 1 pollice e la gamma dinamica senza compromessi

L’adozione di un sensore da 1 pollice colma il tradizionale divario tra le azioni cam compatte di GoPro e le telecamere di fascia superiore. Il sensore, dotato di pixel nativi da 1,6 micrometri, è in grado di operare in modalità Quad Bayer con pixel fusi da 3,2 micrometri, permettendo una cattura di luce superiore in ambienti a bassa illuminazione. La gamma dinamica dichiarata è pari a 14 stop a livello di sensore: un valore di assoluto rilievo per applicazioni professionali, che promette preservare dettagli sia nelle ombre che nelle zone esposte.

Il processore GP3: intelligenza artificiale e efficienza energetica

A gestire l’elaborazione dei dati interviene il processore GP3, progettato con tecnologia a 5 nanometri per garantire efficienza energetica e dissipazione termica ottimale. All’interno del chip è integrata una Neural Processor Unit (NPU) dedicata al trattamento dell’immagine basato su intelligenza artificiale, che ottimizza la riduzione del rumore, la mappatura dei toni e il comportamento generale della pipeline di imaging. Secondo GoPro, questa soluzione consente autonomie maggiori e prestazioni termiche significativamente migliori rispetto alla generazione precedente.

Formati Open Gate e slow-motion estremo: la libertà creativa in post-produzione

Una caratteristica distintiva della serie è il supporto per il formato Open Gate (rapporto d’aspetto 4:3), che sfrutta l’intera superficie del sensore senza ritagli. La MISSION 1 PRO e la PRO ILS registrano in 8K a 30 fotogrammi al secondo e in 4K a 120 fotogrammi per secondo in Open Gate. In formato standard 16:9, le versioni di punta arrivano a 8K a 60 fps e 4K a 240 fps; il modello base MISSION 1 si ferma a 8K a 30 fps e 4K a 120 fps in formato standard.

Questa configurazione consente ai creativi una flessibilità straordinaria: una sequenza singola girata in Open Gate può essere elaborata in post-produzione per estrarre contemporaneamente il formato 16:9 (ideale per YouTube) e il 9:16 per i canali verticali, senza perdita di risoluzione. Per chi opera nel field dello slow-motion, la MISSION 1 PRO offre anche 1080p a 960 fotogrammi al secondo per uno slow-motion equivalente a 32X in riproduzione a 30 fps.

MISSION 1 PRO ILS: il sistema a obiettivi intercambiabili

La vera novità è rappresentata dalla MISSION 1 PRO ILS (Interchangeable Lens System), che introduce per la prima volta nella storia di GoPro un corpo macchina mirrorless ultra-compatto con attacco Micro Quattro Terzi (MFT). Questo ecosistema consente di montare un’ampia gamma di ottiche di terze parti: obiettivi grandangolari, teleobiettivi, lenti macro e ottiche anamorfiche, mantenendo al contempo l’impermeabilità (rating weatherproof) e la stabilizzazione proprietaria HyperSmooth.

Per il mercato dei droni Cinelifter—i sistemi aerei pesanti utilizzati su set cinematografici—la PRO ILS rappresenta una soluzione inedita in termini di rapporto peso/ingombro/qualità dell’immagine. L’abbinamento tra corpo compatto e lenti professionali MFT apre possibilità creative prima riservate a piattaforme aeree molto più pesanti e costose.

Nota importante: la MISSION 1 PRO ILS è classificata come weatherproof (resistente alle intemperie) e non waterproof come i modelli con obiettivo fisso. Non è pertanto adatta per immersioni subacquee senza protezione aggiuntiva.

Impermeabilità, costruzione robusta e resistenza agli elementi

Nonostante il salto verso il segmento professionale, GoPro mantiene il suo DNA ‘rugged’. Le versioni MISSION 1 e PRO sono impermeabili fino a 20 metri senza case protettivo aggiuntivo, rendendole adatte per riprese subacquee e operazioni in ambienti umidi o estremi. Entrambi i modelli supportano profili colore dedicati per le immersioni (Dive Mode). Il display OLED posteriore è stato aumentato del 14% rispetto alle generazioni precedenti, mentre la lente frontale offre ora un campo visivo nativo di 159 gradi, completato da un paraluce rimovibile per gestire i flare luminosi.

Audio professionale a 32-bit Float e sincronizzazione del timecode

Un aspetto storicamente problematico per le action cam compatte è stato il comparto audio. La serie MISSION 1 introduce un nuovo sistema integrato con quattro microfoni per la riduzione del rumore e supporta la registrazione 32-Bit Float, un formato che rende praticamente impossibile il clipping acustico in caso di rumori improvvisi o picchi di pressione sonora. Il bitrate video arriva fino a 240 Mbps in H.265, con possibilità di raggiungere 300 Mbps tramite aggiornamento firmware gratuito via GoPro Labs.

La MISSION 1 PRO supporta inoltre la registrazione in 10-bit con profilo colore GP-Log2 e la sincronizzazione del timecode per riprese multicamera, caratteristiche fondamentali per workflow professionali.

Ecosistema di accessori modulari

A complemento della linea, GoPro ha sviluppato un nuovo ecosistema di accessori modulari. Tra i più rilevanti figurano un sistema di radiomicrofoni wireless compatto (10 grammi di peso, 6,5 ore di autonomia), un Media Mod rinnovato dotato di porte professionali, uscita micro-HDMI e ingresso per timecode, e la nuova batteria Enduro 2, capace di garantire oltre 3 ore di registrazione in 4K a 30 fps. Dettaglio significativo: la Enduro 2 mantiene la retrocompatibilità con le batterie della HERO13 Black, permettendo ai possessori di quei modelli di sfruttare le nuove batterie ad alta capacità.

Prezzi, disponibilità e roadmap di lancio

I prezzi della serie MISSION 1 sono stati ufficializzati a partire dal 14 aprile 2026. La MISSION 1 base parte da 599 dollari USD (per i nuovi clienti), mentre la MISSION 1 PRO raggiunge 699 dollari. Sorprendentemente, la MISSION 1 PRO ILS viene proposta al medesimo prezzo della versione PRO (699 dollari), una scelta commerciale aggressiva che sottrae il sovrapprezzo tradizionalmente riservato ai sistemi a obiettivi intercambiabili. I preordini sono aperti dal 21 maggio 2026, con disponibilità globale dal 28 maggio per i modelli standard. La MISSION 1 PRO ILS arriverà invece nel corso del Q3 2026 (luglio-settembre).

L’intera suite di accessori sarà disponibile secondo una roadmap scaglionata da maggio 2026 fino al Q3 2026, con GoPro che comunicherà progressivamente la disponibilità di ciascun elemento sul mercato.

Significato strategico e prospettive future

La linea MISSION 1 rappresenta un cambio di paradigma per un’azienda che ha costruito la propria reputazione su telecamere d’azione consumer compatte e durature. Con l’introduzione di un sensore da 1 pollice, formati cinematografici avanzati e—nel caso della PRO ILS—la possibilità di utilizzare obiettivi professionali, GoPro amplia significativamente il proprio addressable market. I filmmaker tradizionali potranno apprezzare il bitrate elevato (fino a 300 Mbps), il profilo colore Log e la sincronizzazione del timecode. Gli operatori di droni FPV e Cinelifter, da parte loro, potranno sfruttare la compattezza, la robustezza e le capacità di registrazione a frame rate elevati per catturare sequenze creative e tecnicamente sofisticate.

In un mercato sempre più competitivo, dove DJI, Insta360 e altri produttori cercano di erodere la quota di mercato di GoPro nel segmento action, questa mossa tattica mira a consolidare il posizionamento del brand tra gli operatori professionali, mantenendo al contempo la fedeltà dei consumer tradizionali grazie alla serie HERO.

Protezione Civile e droni: la formazione dei giovani con ISIDE

Protezione Civile e droni: la formazione dei giovani con ISIDE

Sabato e domenica scorsi, due giorni indimenticabili per gli studenti degli istituti I.I.S.S. “Leonardo Da Vinci” e I.I.S.S. “Gaetano Salvemini” di Fasano. Non si è trattato di una lezione scolastica ordinaria, ma di un’immersione totale nel mondo della Protezione Civile e delle emergenze territoriali.

Grazie al progetto “On the Road”, promosso dal Rotary Club Fasano con il patrocinio del Comune di Fasano, questi ragazzi hanno avuto l’opportunità concreta di affiancare i volontari del Coordinamento provinciale di Brindisi, scoprendo dal vivo come funziona il sistema che tutela la sicurezza della comunità.

Dalla teoria alla pratica: un’esperienza formativa immersiva

Durante i turni operativi, gli studenti hanno lavorato fianco a fianco con:

  • Polizia Locale;
  • Guardia Costiera;
  • Operatori di Protezione Civile;

Non è stata una semplice osservazione passiva, ma un vero percorso formativo dove ogni ragazzo ha potuto comprendere il significato profondo di responsabilità civica e impegno istituzionale. Un’occasione rara per toccare con mano la dedizione di chi ogni giorno opera per proteggere il territorio.

Il “sistema” di Protezione Civile spiegato dai protagonisti

Presso il PLOT di Montalbano, sotto la guida dell’esperto Franco Laghezza (specializzato in radiocomunicazioni e interventi di protezione civile), i responsabili del Coordinamento provinciale assieme ai volontari di SEROSTUNI e CB Quadrifoglio hanno illustrato ai ragazzi la struttura della Protezione Civile su tre livelli:

  • Sistema nazionale;
  • Sistema regionale;
  • Sistema territoriale;

I droni e l’IA: tecnologie al servizio delle emergenze

Ma il momento che ha catturato davvero l’attenzione è stato quello dedicato alle tecnologie innovative per il monitoraggio territoriale. Gli studenti hanno appreso attività di:

  • Antincendio boschivo con droni;
  • Telecomunicazioni d’emergenza;
  • Monitoraggio del territorio via drone;
  • Visione aerea real-time con bodycam;

In questo contesto, è stata presentata la piattaforma I.S.I.D.E. di DroneSET, che rappresenta una vera rivoluzione nel coordinamento delle operazioni di emergenza. I ragazzi hanno potuto testare personalmente le potenzialità del sistema:

  • Ricezione e aggregazione in tempo reale delle immagini dai droni;
  • Integrazione con i video feed da bodycam degli operatori;
  • Funzionalità avanzate di intelligenza artificiale per il rilevamento automatico di anomalie;
  • Un’unica piattaforma integrata per il coordinamento di tutte le risorse;

Perché ISIDE è il presente ed il futuro della Protezione Civile

Quello che gli studenti hanno sperimentato è solo un assaggio di cosa rappresenta I.S.I.D.E. nel panorama del soccorso e della gestione delle emergenze. Una soluzione che centralizza dati, immagini e intelligence in un’unica interfaccia intuitiva, permettendo ai coordinatori di prendere decisioni più rapide e consapevoli.

Se vuoi scoprire di più su come I.S.I.D.E. sta trasformando il modo di operare degli enti di Protezione Civile, visita la pagina dedicata al progetto ISIDE o contattaci compilando il form di contatto.

Civismo consapevole: il valore di questa esperienza

Il progetto “On the Road” rappresenta esattamente quello di cui ha bisogno una società moderna: giovani che non solo studiano le istituzioni, ma le vivono. Ragazzi che capiscono che dietro ogni operazione di soccorso, ogni pattuglia, ogni monitoraggio del territorio, c’è una catena complessa di persone, tecnologie e protocolli.

Questa consapevolezza è il fondamento del civismo consapevole e della responsabilità civile che le comunità di domani dovranno portare avanti.


Operazioni NATO da Sigonella

Sigonella Milradar DroneSET
Sigonella Milradar DroneSET
Sigonella – Magma10

Questa settimana l’attenzione dei media internazionali e degli analisti è stata largamente catturata dal MQ-4C Triton della Marina USA che è scomparso dai radar nel Golfo Persico. Tuttavia, è importante ricordare che i Triton della Marina americana e i Global Hawk dell’USAF non sono gli unici asset aerei senza pilota strategici presenti alla base siciliana di Sigonella.

Condividendo le piste della base aerea siciliana si trova l’importante flotta di droni Northrop Grumman RQ-4D “Phoenix” della NATO (AGS Force – Alliance Ground Surveillance).

Rispetto ai loro omologhi americani, i droni dell’Alleanza operano con un profilo mediatico decisamente più basso, svolgendo solitamente le loro missioni operative con i transponder disattivati, rendendoli invisibili ai comuni siti di tracciamento dei voli.

La missione MAGMA10

Un’eccezione parziale si è verificata nel tardo pomeriggio dell’8 aprile. Intorno alle 23:00 CEST, un drone Phoenix (registrazione MM-AV-SA0015, indicativo di chiamata MAGMA10) ha lasciato la base di Sigonella dirigendosi verso nord-est, sorvolando il Mar Ionio.

Come si può osservare dall’immagine tracciata, lo schema iniziale richiama chiaramente il corridoio aereo tipicamente utilizzato per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) orientate verso il Mar Nero o, più in generale, che coprono il fianco orientale della NATO.

Non possiamo stabilire con assoluta certezza strategica l’area operativa finale: immediatamente dopo l’ultimo plot visibile nella schermata qui sopra al largo della costa greca, l’aeromobile presumibilmente ha disattivato i suoi sistemi di tracciamento pubblici (ADS-B), scomparendo dai radar civili per operare in modalità “silenziosa”.

L’occhio del Phoenix: la tecnologia MP-RTIP

Ciò che rende la flotta NATO RQ-4D uno strumento così cruciale per l’intelligence strategica è il suo sofisticato carico utile. La capacità principale del Phoenix è infatti il radar MP-RTIP (Multi-Platform Radar Technology Insertion Program).

Si tratta di un radar AESA (Active Electronically Scanned Array) altamente avanzato montato nella pancia dell’aeromobile, in grado di operare in tutte le condizioni meteorologiche, di giorno e di notte. Questo sensore eccelle in due modalità operative simultanee:

  • Modalità SAR (Synthetic Aperture Radar): in grado di catturare immagini radar ad altissima risoluzione della superficie terrestre, permettendo agli analisti NATO di mappare in dettaglio infrastrutture, basi e installazioni fisse.
  • Modalità GMTI (Ground Moving Target Indicator): progettata per rilevare, tracciare e classificare simultaneamente innumerevoli bersagli mobili a terra, dai convogli militari ai singoli veicoli logistici.

Sfruttando gli straordinari altitudini di volo del Phoenix (che opera regolarmente intorno ai 18.000 metri), il radar MP-RTIP garantisce una formidabile capacità di stand-off. Il drone può scansionare “in profondità” il territorio nemico per centinaia di chilometri, rimanendo al sicuro in volo entro lo spazio aereo internazionale o quello dei paesi dell’Alleanza.

Oltre 20 ore di volo

Nonostante l’assenza di tracciamento durante la fase operativa della missione, il drone è tornato regolarmente alla base siciliana. Il Phoenix è atterrato di nuovo a Sigonella intorno alle 20:00 del giorno seguente (9 aprile), completando una missione di ricognizione ininterrotta della durata di oltre 20 ore.

Questa è una dimostrazione pratica sia delle straordinarie capacità di resistenza dell’aeromobile che dell’incessante attività di monitoraggio e deterrenza condotta dalla NATO lungo i suoi confini orientali in questa complessa fase geopolitica.

Fonte: itamilradar.com.