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Non solo droni USA: le operazioni “silenziose” del NATO RQ-4D Phoenix da Sigonella e l’occhio del radar MP-RTIP.

Questa settimana l’attenzione dei media internazionali e degli analisti è stata largamente catturata dal MQ-4C Triton della Marina USA che è scomparso dai radar nel Golfo Persico. Tuttavia, è importante ricordare che i Triton della Marina americana e i Global Hawk dell’USAF non sono gli unici asset aerei senza pilota strategici presenti alla base siciliana di Sigonella.
Condividendo le piste della base aerea siciliana si trova l’importante flotta di droni Northrop Grumman RQ-4D “Phoenix” della NATO (AGS Force – Alliance Ground Surveillance).
Rispetto ai loro omologhi americani, i droni dell’Alleanza operano con un profilo mediatico decisamente più basso, svolgendo solitamente le loro missioni operative con i transponder disattivati, rendendoli invisibili ai comuni siti di tracciamento dei voli.
Un’eccezione parziale si è verificata nel tardo pomeriggio dell’8 aprile. Intorno alle 23:00 CEST, un drone Phoenix (registrazione MM-AV-SA0015, indicativo di chiamata MAGMA10) ha lasciato la base di Sigonella dirigendosi verso nord-est, sorvolando il Mar Ionio.
Come si può osservare dall’immagine tracciata, lo schema iniziale richiama chiaramente il corridoio aereo tipicamente utilizzato per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) orientate verso il Mar Nero o, più in generale, che coprono il fianco orientale della NATO.
Non possiamo stabilire con assoluta certezza strategica l’area operativa finale: immediatamente dopo l’ultimo plot visibile nella schermata qui sopra al largo della costa greca, l’aeromobile presumibilmente ha disattivato i suoi sistemi di tracciamento pubblici (ADS-B), scomparendo dai radar civili per operare in modalità “silenziosa”.
Ciò che rende la flotta NATO RQ-4D uno strumento così cruciale per l’intelligence strategica è il suo sofisticato carico utile. La capacità principale del Phoenix è infatti il radar MP-RTIP (Multi-Platform Radar Technology Insertion Program).
Si tratta di un radar AESA (Active Electronically Scanned Array) altamente avanzato montato nella pancia dell’aeromobile, in grado di operare in tutte le condizioni meteorologiche, di giorno e di notte. Questo sensore eccelle in due modalità operative simultanee:
Sfruttando gli straordinari altitudini di volo del Phoenix (che opera regolarmente intorno ai 18.000 metri), il radar MP-RTIP garantisce una formidabile capacità di stand-off. Il drone può scansionare “in profondità” il territorio nemico per centinaia di chilometri, rimanendo al sicuro in volo entro lo spazio aereo internazionale o quello dei paesi dell’Alleanza.
Nonostante l’assenza di tracciamento durante la fase operativa della missione, il drone è tornato regolarmente alla base siciliana. Il Phoenix è atterrato di nuovo a Sigonella intorno alle 20:00 del giorno seguente (9 aprile), completando una missione di ricognizione ininterrotta della durata di oltre 20 ore.
Questa è una dimostrazione pratica sia delle straordinarie capacità di resistenza dell’aeromobile che dell’incessante attività di monitoraggio e deterrenza condotta dalla NATO lungo i suoi confini orientali in questa complessa fase geopolitica.
Fonte: itamilradar.com.